Alla partenza del 7 AGOSTO con la delegazione (assieme a Saragat, Corbinoe Bonomi) imbarcandosi sull'SM.75, a un redattore dell'Ansa che gli chiedeva qualcosa circa le prospettive ottimistiche del viaggio, De Gasperi non era molto fiducioso:
torna suNon so nemmeno se parto come imputato. Direi che la mia posizione è per quattro quinti quella di imputato come responsabile di una guerra che non ho fatto e che il popolo non ha voluto, per un quinto quella di cobelligerante. La figura di cobelligerante è riconosciuta nel preambolo del Trattato come principio, ma nel testo si tiene invece conto dei quattro quinti, rappresentati dalla guerra perduta e non del quinto costituito dalla nuova guerra che abbiamo combattuto a fianco degli ALLEATI. Tutto lo sforzo che bisogna fare mira a ricordare agli ALLEATI che li abbiamo chiamati così perchè li abbiamo creduti tali(comun. Ansa, 7 agosto, ore 10.25)
Per non incorre in problemi traduzione preferiamo riportarlo in lingua originale
torna suThe Union of Soviet Socialist Republics, the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland, the United States of America, China, France, Australia, Belgium, the Byelorussian Soviet Socialist Republic, Brazil, Canada, Czechoslovakia, Ethiopia, Greece, India, the Netherlands, New Zealand, Poland, the Ukrainian Soviet Socialist Republic, the Union of South Africa, and the People's Federal Republic of Yugoslavia, hereinafter referred to as "the Allied and Associated Powers", of the one part, and Italy, of the other part:
WHEREAS Italy under the Fascist régime became a party to the Tripartite Pact with Germany and Japan, undertook a war of aggression and thereby provoked a state of war with all the Allied and Associated Powers and with other United Nations, and bears her share of responsibility for the war; and
WHEREAS in consequence of the victories of the Allied forces, and with the assistance of the democratic elements of the Italian people, the Fascist régime in Italy was overthrown on 25 July 1943, and Italy, having surrendered unconditionally, signed terms of Armistice 3 and 29 September of the same year; and
WHEREAS after the said Armistice Italian armed forces, both of the Government and of the Resistance Movement, took an active part in the war against Germany, and Italy declared war on Germany as from 13 October 1943 and thereby became a co-belligerent against Germany; and
WHEREAS the Allied and Associated Powers and Italy are desirous of concluding a treaty of peace which, in conformity with the principles of justice, will settle questions still outstanding as a result of the events hereinbefore recited and will form the basis of friendly relations between them, thereby enabling the Allied and Associated Powers to support Italy's application to become a member of the United Nations and also to adhere to any convention concluded under the auspices of the United Nations;
HAVE THEREFORE AGREED to declare the cessation of the state of war and for this purpose to conclude the present Treaty of Peace, and have accordingly appointed the undersigned Plenipotentiaries who, after presentation of their full powers, found in good and due form, have agreed on the following provisions:

Il Trattato di Osimo, firmato il 10 novembre 1975, sancisce la cessione della Zona B dell'ex Territorio libero di Trieste, ovvero dell'Istria nord-occidentale alla Jugoslavia, riconoscendo lo stato di fatto venutosi a realizzare dopo la fine della seconda guerra mondiale. Esso conclude la fase storica iniziata nel 1947 quando si decise la prima divisione dell'Istria con un trattato internazionale dopo l'occupazione della zona istriana, ancora nei confini dello Stato italiano, da parte dell'armata iugoslava nel 1945. Nel trattato le questioni riguardanti la salvaguardia dell'identità della popolazione di lingua italiana in territorio jugoslavo (in gran parte diminuita dopo l'esodo della maggioranza degli italiani) vengono demandate alla stesura di ulteriori protocolli d'intesa. Lo stesso vale anche per la popolazione di lingua e cultura slovena che vive in territorio italiano. Per il suo contenuto venne avversato da parte delle popolazioni coinvolte, soprattutto dagli esuli italiani che hanno sempre sostenuto di essere stati abbandonati dall'Italia e che aspettano ancora in molti casi un equo indennizzo od una equa soluzione per i loro beni immobili, spesso nazionalizzati. Al momento attuale la Croazia restituisce beni immobili nazionalizzati a cittadini croati, austriaci e israeliani, escludendo quelli italiani. Dopo il distacco di Slovenia e Croazia, nei cui confini sono compresi i territori inerenti al trattato di Osimo, dalla federazione Jugoslava, da alcune parti è stata messa in discussione la validità del trattato stesso. Fu il primo trattato diplomatico a non essere condotto per l'Italia dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana.
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