Luigi Papo fu nel secondo dopoguerra direttore dell'Istituto italiano per la difesa del brandy, direttore del Centro studi adriatici di Roma e vicepresidente dell'Unione degli Istriani, autore di una decina di libri sulle foibe, sull'esodo e sui crimini degli “slavocomunisti”, Papo fu tra i primi a mettersi agli ordini dei nazisti. Questo il curriculum che di lui tracciò su “II Meridiano” di Trieste del 12 ottobre 1989, il leader del movimento mittleuropeo Paolo Parovel
torna suUfficiale della RSI(Repubblica Sociale Italiana), ufficiale delle “Brigate nere”, comandante del Presidio Milizia di Montona (1943-44), effettuò ripetuti e feroci rastrellamenti in Istria. Fu anche fondatore del Fascio repubblicano di Montona e ufficiale dei servizi informazione e propaganda RSI che facevano capo a Giunio Valerio Borghese. Responsabile di assassinii e deportazioni tra i partigiani: i tre fratelli Mattiassi, Toni Paizzan, Francesco Belletti e la madre di quest'ultimo, passata dalla Risiera ad Auschwitz. Processato in contumacia in Jugoslavia quale criminale di guerra, dopo essere stato rilasciato per errore nel '45 dal campo di prigionia militare di Prestranek [...] In Italia se l'è cavata con la legge Togliatti, che amnistiava i responsabili di crimini nel periodo bellico e postbellico.
torna suII 27 settembre i tedeschi hanno bombardato Rozzo e Pisino; il bombardamento aereo su Pisino si è ripetuto il 2 ottobre, giorno in cui è stato bombardato anche Cimino. Questi bombardamenti hanno causato gravissimi danni e fatto vittime fra la popolazione, seminando il panico. Il 2 ottobre con rilevanti forze motorizzate, una divisione, provenienti dalle parti di Trieste e di Bistrica (Villa del Nevoso, ndr), i tedeschi hanno occupato Pinguente e il 4 ottobre Pisino. Hanno poi eseguito un rastrellamento protrattosi per otto giorni, ripulendo l'Istria dai reparti partigiani dispersi e in fuga. È stato un rastrellamento radicale, sistematico; i tedeschi sono penetrati nel territorio da tutte le strade e sentieri, nei boschi e nel restante territorio, adottando la tattica della sorpresa, della rapidità e del terrore. Là dove hanno incontrato resistenze hanno incendiato i villaggi, massacrando uomini e donne, giovani ed anziani senza alcuna distinzione, senza risparmiare neppure i fascisti.
Il giornale “Ultime Notizie” dell'11 ottobre, sotto il titolo “Le operazioni dei Germanici nella penisola istriana”, pubblicò questa notizia:
torna suRoma - II rapido sviluppo delle operazioni di pacificazione delle truppe germaniche nella penisola istriana è documentato da alcuni significativi fatti e cifre. Durante gli ultimi giorni sono stati contati 5.216 banditi caduti, altri 7.328 sono stati fatti prigionieri. Tra i morti e i prigionieri si trovano numerosi italiani badogliani. Il bottino di armi e cannoni di ogni calibro è ingente. Sono stati catturati anche numerosi automezzi. Specialmente notevoli sono i grandi depositi di viveri passati alle truppe tedesche, che per la maggior parte erano stati consegnati dagli italiani di Badoglio ai ribelli (Radio Nazionale).