L. Giuricin scrive “Il settembre '43 in Istria e a Fiume”, di seguito sono riportate alcune righe che testimoniano dei fatti del 1943
torna suLa stragrande maggioranza delle vittime sicuramente erano fascisti tra i pių facinorosi, dovevano rendere conto delle loro malefatte, ma non certo con la morte, per di pių cosė orrenda. A parte qualche ras, gerarca e squadrista locale, prevalentemente si trattava di responsabili minori, quelli che abitualmente si esibivano nelle manifestazioni di regime e destavano forse maggiore irritazione per i loro esibizioniŽsmi, i gesti e le intemperanze nei confronti dei malcapitati di turno. Tra essi figuravano anche diversi pubblici funzionari, ufficiali giudiziari, esattori delle imposte, carabinieri, guardie forestali e campestri, controllori, sorveglianti e capicantiere, specie nelle miniere d'Arsia e nelle cave di bauxite, nelle quali lavoravano migliaia e migliaia di poveri diseredati, sottoposti a ogni genere di sfruttamento e di angherie. Insomma, un esercito di piccoli despoti, che assieme a tanti commercianti, possidenti e arricchiti grazie al fascismo, costituivano la base di sostegno del regime ed erano fonte di molti guai per la popolazione, specie di quella pių povera e indifesa della campagna, adibita al diffusissimo colonato. Erano quindi quasi inevitabili gli astii, i rancori e anche le vendette personali scoppiati come d'incanto allora, proprio in quella resa dei conti per la grande avversione esistente nei confronti del fascismo, specie fra le popolazioni di etnia croata e slovena, represse anche nazionalmente.
Questo č l'ultimo messaggio inviato da Francesco Mattini alla moglie Maria Osso nel settembre 1943
Maria, ti raccomando di non prendere paura, ne tu ne i bambini. Qui siamo in tanti. Io spero che sarò presto libero inquantochè, come lo sai, io non ho nulla sulla coscienza. Mandami una coperta. Un bacio a tutti..."
...scritto dal figlio Vittorio Mattini:
torna su... Subito dopo l'8 settembre 1943, colpevole forse per essersi arruolato nella campagna d'Etiopia, era stato rinchiuso come prigioniero degli slavi, nelle scuole di Pinguente e, all'approssimarsi dei tedeschi, caricato su un'autocorriera, era stato portato via, per ignota destinazione. Il suo corpo non è stato mai più ricuperato...