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Il 24 settembre 1921 Mussolini scriverà sul “Popolo d'Italia”

In altre plaghe d'Italia i Fasci di combattimento sono appena una promessa, nella Venezia Giulia sono l'elemento preponderante e dominante della situazione politica.


16 Gennaio 1920, Dignano

A Dignano, uno dei più grossi centri agricoli dell'Istria meridionale, il 16 gennaio 1920, gli squadristi appoggiati dalle "forze dell'ordine", assalirono la Casa del Popolo nella quale avevano sede la sezione del Partito socialista, la Camera del Lavoro e il Circolo di Studi sociali. Una fonte non sospetta – un volume su Dignano di Domenico Rismondo edito nel 1937 – scrive che «dopo una cruenta lotta durata una notte intera» la Casa del Popolo «viene espugnata. Diversi i feriti d'ambo le parti, mentre da parte rossa si conta pure un morto», l'operaio Pietro Benussi. Invece di difendere gli assaliti, i carabinieri spalleggiarono gli assalitori e, dopo la "vittoria" catturarono chi si era salvato dalla tentata strage: «i capeggiatori, che furono tradotti alle carceri militari di Trieste, dove ebbe luogo il processo penale da parte del Tribunale militare» che (il 31 luglio) «inflisse pene severissime». Gli arrestati furono 120, compresi fra essi sette feriti. I condannati furono ventuno, gli furono comminate pene detentive per complessivi 101 anni di carcere.

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II fascismo nella Venezia Giulia e la persecuzione antislava

Un opuscolo curato da Alberto Buvoli dal titolo Foibe e deportazioni. Per ristabilire la verità storica (Trieste 1998) si apre con il capitolo “;II fascismo nella Venezia Giulia e la persecuzione antislava”. In esso, a proposito dei fatti triestini del luglio 1920, leggiamo:

I fascisti, che Domenico Giunta organizzò in vero e proprio partito armato, sostenuti e finanziati dall'armatore Cosulich e da ambienti finanziari e assicurativi, protetti ed aiutati dalle Guardie Regie, continuano per tutto il giorno seguente a distruggere le sedi di altre organizzazioni slave di Trieste: vengono devastate la tipografia del giornale “Edinost”, gli studi di numerosi professionisti sloveni, le sedi della Banca Adriatica, della Banca di Credito di Lubiana, della Cooperativa per il Commercio e l'Industria, della Cassa di Risparmio croata. Rino Alessi sul principale quotidiano di Trieste “Il Piccolo” così scrive: «Le fiamme del Balkan purificano finalmente Trieste, purificano l'anima di tutti noi».

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